La parola Incenso è di origine latina Incensum significa acceso e rappresenta qualsiasi oggetto che, una volta stato a contatto col fuoco, continua a bruciare. L’incenso deriva dalla secrezione (oleoresina) della resina di diverse piante che crescono nella penisola arabica, quella più famosa è la Boswellia come la Boswellia papyrifera o la più nota Boswellia sacra con cui si ottiene il famoso Incenso Olibano. Per procurarsi la sostanza profumata, si incide la corteccia e si raccoglie la resina di colore giallastro. La raccolta e il commercio dell’incenso si diffuse fin dall’antichità. Tutte le civiltà del bacino del Mediterraneo, così come quelle dell’Asia minore ne facevano uso, la domanda era tale da far nascere una fitta rete di traffici commerciali, la così detta via dell’Incenso che esisteva fin dai tempi dei romani, la stessa collegava la Penisola arabica con il Mediterraneo.

La fumigazione ovvero il bruciare l’incenso, rappresenta la purificazione interiore verso il mondo esterno, un elevarsi oltre i problemi terreni. In passato l’incenso veniva bruciato direttamente sotto forma di corteccia in occasione di cerimonie religiose per ringraziare le divinità e per purificare le case. Si pensava che il fumo creato dall’incenso orientato verso il cielo mettesse in contatto con la divinità, anche per questo lo ritroviamo in tutte le culture antiche come l’Egitto, gli Etruschi, i Romani e i Maya. Ogni tradizione ha il proprio modo di interpretare le fumigazioni e di classificare i vari ingredienti da unire nelle misture, generalmente legata alla cultura, alla filosofia, alla religione e alla ritualistica nel campo esoterico. In commercio si possono trovare incensi di diverse forme e materiali: bastoncini, piramidi, foglie, cortecce, grani, resine, polvere, fumigazioni, oli essenziali ed altro. L’incenso ha un profondo effetto a livello cerebrale, calma, rilassa, favorisce la meditazione ed è antidepressivo. E’ ottimo per pulire l’energia degli ambienti domestici e lavorativi.

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