Regolamentazione e Normative per gli Operatori e Consulenti Olistici

La professione di Operatore nel campo delle Discipline e Consulenze Olistiche, rientra nell’attività di lavoratore autonomo. Sono redditi di lavoro autonomo quelli che derivano dall’esercizio di arti e professioni, svolte abitualmente, anche se non in via esclusiva.

 

Modalità di Svolgimento dell’Attività

Il Consulente Olistico può svolgere la propria attività:

  Per conto proprio, quale professionista:

  • presso la propria abitazione
  • presso l’abitazione del cliente
  • in uno locale apposito adibito a Studio
  • presso un locale di terzi (centro benessere, associazione, ente) In tutti questi casi deve essere in possesso di Partita IVA e deve rilasciare fattura intestata al ricevente.

Per conto di terzi, instaurando con il committente un rapporto di:

  • lavoro dipendente: viene regolato con busta paga.
  • lavoro a progetto: è assimilato al lavoro dipendente.

Prima di affrontare la parte puramente fiscale è necessario ribadire i seguenti punti:

  • L’esercizio in forma professionale, anche se non esclusiva, in particolare se rivolto a clienti privati, non può e non deve essere considerato lavoro ‘occasionale’.
  • Si considera occasionale qualsiasi attività di lavoro autonomo esercitata in modo sporadico.
  • La presenza di un lavoro dipendente non esclude la coesistenza del lavoro autonomo, eccetto il caso in cui il divieto sia previsto dallo specifico contratto di lavoro (ad esempio per gli statali).
  • Trattandosi di lavoro autonomo non è prevista l’iscrizione al Registro Imprese né alla Camera di Commercio, nè ad altro ufficio o registro pubblico.
  • Non rientrando l’attività di Naturopata nelle discipline attualmente regolamentate dal Sistema Sanitario Nazionale, non necessita di alcun riconoscimento o autorizzazione da parte dell’Asl.
  • L’iscrizione all’Inail è necessaria solo nel momento in cui si hanno dipendenti.


La Normativa Fiscale:

Occorre innanzitutto dotarsi di una posizione fiscale e previdenziale nei 30 gg. dalla data d’inizio dell’attività:

  • Richiesta partita IVA tramite apposito modello d’inizio attività, all’Agenzia delle Entrate. Si consiglia di adottare il Codice Ateco che identifica l’attività svolta 96.09.09 “Altre attività di servizi alla persona”.  L’Agenzia rilascerà il numero di partita Iva che dovrà essere obbligatoriamente indicato sulle fatture emesse, e fornito ai propri fornitori e a quanti lo richiedano.
  • Domanda d’iscrizione all’INPS nella Gestione Separata.

Dal 01.01.2012 si può aderire ad un regime fiscale agevolato il cosiddetto Regime dei Minimi, ad oggi convertito con il regime contabile forfettario.

 

Professioni non regolamentate in Ordini o Collegi

Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la Legge 14.1.2013 n. 4 che intende regolamentare tutte quelle professioni non organizzate in ordini e collegi, ovvero tutte quelle attività di carattere economico, esercitate abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, o comunque con il concorso di questo Si tratta sostanzialmente di attività che esistono, alcune da molto tempo, altri più recenti, e che “sul campo” hanno trovato una loro clientela, come gli Operatori Shiatsu, i Counselor, i Naturopati, gli Estetologi, gli Osteopati, i Sociologi ecc. La nuova norma permette la costituzione di libere associazioni tra professionisti delimitando compiti e funzioni. Alla legge seguiranno sicuramente una serie di provvedimenti attuativi che forniranno maggiori e precisi dettagli sull’applicazione delle nuove norme, compreso l’obbligo da parte di una serie di soggetti pubblici di adeguare i propri regolamenti (Regioni, Comuni, ASL, ecc.).

E’ utile ribadire la norma che và da subito applicata

Ai sensi dell’art. 1, comma 3, Legge 14.1.2013 n. 4, dal 10/02/2013:

“Chiunque svolga una delle professioni di cui al comma 2 contraddistingue la sua attività, in ogni documento e rapporto scritto con il cliente, con l’espresso riferimento, quanto alla disciplina applicabile, agli estremi della presente legge.”

Per i Professionisti scatta quindi l’obbligo di citare in ogni documento e rapporto scritto con il cliente gli estremi della suddetta Legge. Il testo utilizzato dal Legislatore è abbastanza chiaro, sollevando però dubbi sul fatto che sia necessario specificare anche “quale attività” viene svolta (esempio: “Naturopata – Estetologo – Operatore Shiatsu – Etc.”). In assenza di un chiarimento ufficiale, sull’esatta dicitura da riportare sui documenti, ci si può limitare ad indicare solo gli estremi della Legge.

Esempi:

Libera professione ai sensi della Legge 14.1.2013 n. 4

oppure

Professione ai sensi della Legge 14.1.2013 n. 4

oppure

Libera professione Legge 4/2013

 

 

 

Il Consulente Olistico può liberamente esercitare la sua attività lavorativa

 Tale attività è un diritto garantito dalla Costituzione a patto che, come ovvio, le leggi già esistenti in materia vengano rispettate. Vediamo più in dettaglio casa significa ‘garanzia costituzionale’. La Costituzione garantisce in maniera generica a tutti i cittadini, compreso chi vuole esercitare la professione di Consulente Olistico, innanzitutto:

  • la parità di dignità Sociale e l’uguaglianza di fronte alla legge (art. 3)
  • il diritto del cittadino al lavoro, come diritto di libertà, ossia di scegliere liberamente il proprio mestiere (art. 4)
  • tutelandolo in tutte le sue forme ed applicazioni (art. 35)
  • riconoscendogli il diritto ad una retribuzione appropriata alla quantità e qualità del lavoro prestato nell’ambito del criterio di libertà dell’iniziativa economica privata, sancita dall’art. 41.

Ogni forma di prestazione lavorativa anche se regolamentata dalla legge generale o da leggi particolari trova la sua tutela nella Costituzione. Il Consulente Olistico può quindi espletare la sua attività lavorativa in quanto garantita dalla Costituzione come libera iniziativa del cittadino. Ulteriore conferma della legittimità dell’attività lavorativa viene da alcuni articoli del Codice Civile:

  • l’art. 2060 tutela il lavoro autonomo, nella sua forma di contratto d’opera e di professione intellettuale, nella quale la dottrina, seguita dalla giurisprudenza, comprende l’attività medica e tutte le attività o professioni sanitarie ausiliari. Questo articolo riprende il principio della Costituzione (art. 39) della tutela della dignità lavorativa in ogni sua forma organizzativa, esecutiva, intellettuale, manuale. Ciò vale anche per le associazioni che rappresentano i lavoratori, lasciate libere di autogovernarsi e autodeterminarsi su basi democratiche per tutelare gli interessi degli iscritti.
  • l’art. 2061 stabilisce il principio inderogabile secondo cui solo leggi speciali possono regolamentare (e quindi impedire o limitare, n.d.r.) le varie categorie di lavoratori che svolgono la propria attività con carattere professionale. Nulla dice a proposito delle categorie di lavoratori diversamente qualificabili (e quindi liberi di svolgere senza limiti le proprie attività).
  • l’art. 2229 attribuisce solo alla legge il potere di determinare e limitare le professioni intellettuali per l’esercizio delle quali è necessaria l’iscrizione in appositi elenchi o albi. Ciò significa che esiste il divieto di estensione analogica delle norme speciali a categorie di cittadini diverse da quelle regolamentate dalla legge (in altre parole non si possono applicare le regole approvate per una professione ad un’altra, anche se simile o appartenente allo stesso campo di attività)

Conclusioni: l’attività del Consulente Olistico trova una completa tutela nel contesto legislativo attuale sia singolarmente come attività lavorativa in proprio sia inserita in una fase associativa che si organizzi per tutelare i propri iscritti. Il limite di esercizio può aversi solo se posto da una specifica legge che lo prevede espressamente e lo disciplini, altrimenti lo svolgimento di tale attività non ha limiti (a patto che non si violi le leggi esistenti).

  1. Limiti e norme di riferimento
    Nella prima parte di questo intervento si sono esaminate le basi costituzionali e del Codice Civile che su cui basare la legittimità della professione di Consulente Olistico. Una ulteriore convalida è data dalla sentenza della Corte di cassazione 10.4.1980 n° 2305. Tale sentenza conferma che nella categoria generale delle professioni intellettuali solo quelle determinate dalla legge sono tipizzate ed assoggettate all’iscrizione in albi ed elenchi (le cosiddette professioni protette); all’infuori di queste vi sono non solo professioni intellettuali caratterizzate per il loro specifico contenuto, ma anche prestazioni di contenuto professionale non specificatamente caratterizzate che ben possono essere oggetto di rapporto di lavoro autonomo. In quest’ultimo gruppo rientra a pieno titolo il lavoro autonomo del Naturopata; Consulente Olistico; ecc.
    L’attività del Consulente Olistico, inoltre, può essere svolta senza problemi anche a livello dell’Europa comunitaria. Se l’Italia non ha disciplinato separatamente l’esercizio dell’attività del Consulente Olistico, senza porre alcuna limitazione specifica né di ordine pubblico né di pubblica sicurezza né di sanità pubblica e se, per gran parte dell’Europa, tale attività è stata distintamente regolamentata, il Consulente Olistico italiano potrà senza dubbio svolgere la propria attività negli stati della CEE, naturalmente osservandone le regole specifiche a seconda del paese. La libera circolazione dei lavoratori all’interno della CEE e’ garantita dalle circolari CEE emesse in proposito (Direttiva CEE 89/48 e Direttiva CEE 92/51) e relativi decreti di attuazione da parte dello Stato italiano (Decreto Legislativo 27.1.92, n° 115 e Decreto Legislativo 2.5.94 n° 319, rispettivamente)

Di seguito alcuni elementi importanti da avere presenti, per essere in regola con l’attuale legislazione:

  • a partire dal 10 febbraio 2013, chiunque svolga una delle professioni riconducibili alla legge 4/2013 è tenuto ad indicare in ogni documento e nel rapporto scritto con il cliente (fattura, ricevuta, ecc.) il riferimento alla suddetta legge. L’inadempimento rientra tra le pratiche commerciali scorrette tra professionisti e consumatori e l’inosservanza è sanzionata con pene pecuniarie importanti
  • la dicitura da inserire nei vari documenti (ricevute, e-mail, consenso informato e materiale informativo) è: “Disciplinato ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n.4 (G.U. 26 gennaio 2013, n. 22)”
  • la legge 4/2013 non obbliga l’iscrizione ad Associazioni di Categoria Professionali o a enti come la UNI. E’ una libera scelta del professionista quella di preferire un’attestazione della propria qualifica da parte di un’associazione di categoria professionale
  • la legge permetterà al cliente di poter verificare nei siti delle associazioni di categoria se il suo professionista è in possesso dell’attestazione di competenza professionale ed è in regola con gli aggiornamenti professionali richiesti dalla normativa europea
  • le associazioni professionali hanno il compito di valorizzare le competenze degli associati e garantire il rispetto delle regole deontologiche per agevolare la scelta e per tutelare gli utenti
  • l’iscrizione ad una associazione professionale accreditata attesta che l’Operatore rispetta gli standard qualitativi e di qualificazione professionale secondo i principi ed i criteri stabiliti dall’Unione Europea.

 

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