Channeling

Il termine channeling deriva dall’inglese e significa “canalizzazione” ovvero il passaggio di informazioni da una dimensione all’altra attraverso l’utilizzo di un canale. Il channeling è la possibilità spontanea o voluta di entrare in contatto con delle Entità, nello specifico il channeling fa riferimento alla trasmissione di messaggi da una dimensione spirituale ad una materiale attraverso il contatto fra noi esseri umani con gli Spiriti Guida.

Il channeling è un fenomeno medianico che coinvolge sistemi che non fanno parte della realtà materiale ma si riferiscono al mondo delle energie sottili e della spiritualità. E’ bene sottolineare una distinzione molto importante tra lo spiritismo e il channeling. Nel channeling non si contattano gli spiriti dei defunti come fanno i medium nel spiritismo, ma il contatto avviene con spiriti guida, entità esistenti in dimensioni superiori.

Nello channeling i messaggi che ci arrivano dal mondo spirituale non ci dicono mai cosa dobbiamo fare, come dobbiamo comportarci o cosa scegliere, lasciandoci sempre liberi nelle nostre scelte e decisioni, i messaggi ci aiutano per evolverci, prepararci al cambiamento e nel raggiungere l’autoconsapevolezza.

Nello channeling chi canalizza è chiamato channeler o canalizzatore, colui non cade in trance, non è posseduto, né lascia il corpo a un’altra entità, rimane consapevole e si limita a ricevere le informazioni che provengono da un’altra dimensione fatta da esseri di luce e pura energia. I messaggi canalizzati possono arrivare anche dall’inconscio o dall’anima della persona che richiede la canalizzazione, in questo caso il channeler entra in contatto con le informazioni contenute nelle memorie inconsce della persona che contengono già la verità e la soluzione dei problemi in quanto conoscono anche la causa.

La comunicazione interiore viene considerata una capacità a portata di tutti, difatti tutte le persone possiedono le capacità extrasensoriali (chiaroveggenza; chiaroconoscenza; chiaroudienza; chiarosenzienza) tali facoltà permetterebbero di cogliere gli aspetti invisibili ed energetici della realtà. Questa tesi è rappresentata già negli antichi “oracoli” e “sibille” nello specifico l’oracolo femminile di Delfi. Si racconta che un giorno Socrate interpellò questo oracolo, al quale chiese chi fosse l’uomo al mondo che avesse raggiunta la massima saggezza. L’oracolo rispose, che Socrate era colui che aveva questo dono, perché era l’unico uomo al mondo che sapeva di non sapere.

 

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