Studio di cartomanzia e ritualistica

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Storia e origini della tavola Ouija

L’uso della tavola Ouija si perde nella notte dei tempi, alcune testimonianze risalgono alla Grecia antica, si ritiene che persino Pitagora avrebbe usato uno strumento simile per comunicare con il mondo invisibile, nel 1890 Elijah Jefferson Bond e Charles Kennard ebbero l’idea di brevettare uno strumento che potesse mettere in contatto il mondo dei vivi con l’aldilà, nel 1901 un certo William Fuld acquisì tale diritto e mise in commercio questa tavola spirituale dandole il nome Ouija.

La tavola Ouija può essere in legno o di plastica, ha su inciso le lettere dell’alfabeto, i numeri dallo 0 al 9, alcuni simboli, le parole sì, no, arrivederci, e un indicatore mobile chiamato planchette.

La parola Ouija è composta dall’unione della parola francese Oui e quella tedesca Ja entrambe con un identico significato Sì, questo strumento è usato nelle sedute medianiche, il suo scopo è di interagire ed avere delle risposte dagli Spiriti o Entità sovrannaturali attraverso il movimento della planchette (cursore mobile) questo avviene durante la seduta spiritica dove i partecipanti seduti attorno ad un tavolo, evocano l’entità e poggiano l’indice della mano destra sull’indicatore, questo muovendosi su numeri e lettere fornirebbe delle risposte grazie all’intercessione delle Entità Superiori. L’uso della tavola Ouija ha delle regole da rispettare: non va mai usata da soli, ci vogliono almeno due persone, non si utilizza in un cimitero o in un altro luogo sacro, l’evocazione degli spiriti va eseguita con assoluto rispetto.

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