Si possono leggere i Tarocchi da soli

Una domanda che gli amanti delle arti divinatorie si pongono è la seguente: Si possono leggere i tarocchi da soli.
Una leggenda che riguarda i Tarocchi è che non sia possibile fare una lettura per se stessi. Questo non corrisponde al vero, ma vanno rispettate delle precise regole che vedremo nel proseguo dell’articolo. Innanzitutto, è assolutamente fattibile leggere i Tarocchi per se stessi. Non solo è fattibile, ma ti suggerisco di apprendere come farlo.
Leggere i Tarocchi autonomamente può essere uno strumento di autoesplorazione che ti consente di comprendere sempre meglio la tua vita e chiarire possibili sviluppi futuri. Di solito, chi evita di fare una lettura per conto proprio ha timore di poter influenzare le carte in qualche modo o di non essere obiettivo.
E in effetti, c’è un rischio di soggettività quando si esegue una lettura personale. Tuttavia, questo non è un motivo valido per rinunciare a questa modalità di lettura con i Tarocchi.
Quando ti prepari a una lettura dei tarocchi personale, è fondamentale porsi alcune domande significative:
- Sono veramente pronto a confrontarmi con la verità di questa situazione?
- Se il responso dei Tarocchi risultasse diverso da quanto spero, sarei in grado di accettarlo?
- Solo se, sinceramente, le risposte a queste domande sono affermative, puoi continuare con la lettura.
Non c’è nulla di sbagliato nel decidere di non effettuare una lettura se comprendi che potresti avere difficoltà ad accettare un eventuale responso sfavorevole. Questa sarebbe una scelta consapevole e un passo sincero verso l’autoconoscenza. In questo scenario, dovresti anche astenerti dal richiedere la lettura dei Tarocchi da un operatore esoterico.
In altre parole, sei pronto a ricevere la saggezza dei Tarocchi solo se sei disposto ad accettare coraggiosamente ogni possibile indicazione e risposta. È fondamentale evitare a tutti i costi il tipico errore di chi è principiante, che estrae le carte e, se non riceve una risposta positiva, le rimescola e prova ancora, fino a quando non esce ciò che desidera. Procedere in questo modo porta a un responso sempre più confuso e privo di significato. Inoltre, un atteggiamento così superficiale denota anche una mancanza di rispetto verso i Tarocchi, che andrebbero consultati solo con la massima serietà.
Ma perché non si possono leggere i Tarocchi in autonomia
Cominciamo a esaminare l’origine di questa credenza: nel corso della storia, i Tarocchi hanno avuto legami con pratiche misteriose e occulte, alimentando timori e dubbi. Questa scarsa comprensione ha fatto nascere l’idea che leggere le carte su se stessi possa essere da un lato rischioso, perché non tutti possiedono la competenza nel gestire le potenziali energie scatenate dai Tarocchi e, dall’altro, portare a un’illusione personale e a una distorsione delle informazioni.
L’idea che i Tarocchi possano attivare energie strane o entità negative non ha alcun fondamento se li consideriamo semplicemente per ciò che sono: uno strumento.
Un mazzo di Tarocchi, di per sé, non ha alcun potere intrinseco; è l’utilizzo che ne facciamo che può risultare poco produttivo (ad esempio, quando ci concentriamo ossessivamente sul futuro anziché lavorare per migliorare il nostro presente), ma non è mai pericoloso al punto da generare eventi nefasti.
È noto che sono sorte molte superstizioni attorno ai Tarocchi, ma se solo si avesse la curiosità di esplorare oltre le informazioni superficiali spesso condivise, si potrebbe subito appurare che molti pensatori, nel passato e nel presente, hanno approcciato i Tarocchi senza pregiudizi, considerandoli uno strumento di auto-riflessione e fonte di ispirazione. Dagli anni ’30 grazie alla loro diffusione negli Stati Uniti, dove hanno avuto un notevole sviluppo, i Tarocchi hanno cominciato a essere valutati non solo da cartomanti. A partire dagli anni ’70, l’interesse cresce e coinvolge diversi settori come filosofia, arte, psicologia, metafisica, spiritualità e sviluppo personale. Con l’arrivo del nuovo millennio si è assistito a un Rinascimento nella comunicazione, nell’arte e nel recupero di antichi saperi che si intrecciano e si mescolano: come seicento anni fa, oggi i Tarocchi fanno parte di questo cambiamento fondamentale.
Basta semplicemente tenerli tra le mani per percepire l’importanza di questo straordinario strumento che ha unito, nel corso della storia, poeti, critici, pensatori liberi, filosofi e artisti di ogni tipo: Bonifacio Bembo, Salvador Dalì, Renato Guttuso, Jung, Calvino, Osho, e tanti altri personaggi illustri.
Oggi i Tarocchi sono più attuali che mai, rappresentano un vasto universo che include centinaia di migliaia di appassionati e offre una varietà di pratiche: narrazione, scrittura, riflessione, meditazione, coaching; pertanto, non è più fattibile considerarli solo come una superstizione da evitare. È necessario osservare i Tarocchi senza pregiudizi, con la curiosità di chi si avvicina a uno strumento che, a prima vista, può sembrare semplice, ma in realtà è colmo di significati e suggestioni.
In realtà, se nelle carte leggiamo quello che ci fa piacere vedere, non stiamo altro che dando voce a un nostro desiderio o necessità profonda, e solo riconoscendo questo desiderio o bisogno e non ignorandolo possiamo connetterci con esso, con le emozioni che ci provoca e capire così se appartiene realmente a noi o se deriva da pressioni esterne, convinzioni limitanti o una visione riduttiva che abbiamo di noi stesse. Invece di temere di ascoltare la nostra voce interiore, sarebbe utile porre domande specifiche, che ci assistano proprio nell’emergere di ciò che è presente dentro di noi.
In conclusione: piuttosto che preoccuparci di influenzarci, è più interessante aprirsi alla fiducia in ciò che percepiamo e sentiamo, nel nostro intuito e perfino nell’Universo che, tramite i messaggi dei Tarocchi, ci orientano, sostengono e consigliano.
Se desideri ricevere una lettura dei Tarocchi professionale puoi contattarmi al cell. 3481075965 Cartomante Alexander
