La magia cerimoniale affonda le sue radici nelle civiltà più antiche. In Europa fu riscoperta nel tardo Medioevo, lo testimoniano molti antichi Grimori (libri di magia scritti in epoca Medioevale) la Magia Cerimoniale detta anche Alta Magia trova grande popolarità fra gli anni 800 e 900 grazie al contributo dell’Ordine Ermetico dell’Alba Dorata (Golden Dawn) un’organizzazione dedicata allo studio esoterico.

La magia cerimoniale è l’antica arte di convocare, invocare e comandare entità spirituali attraverso formule magiche. L’operatore esoterico svolge le funzioni rituali all’interno di un cerchio magico, indispensabile come mezzo di protezione dalle energie potenzialmente malvagie, spesso nel cerchio si disegna un triangolo o un altro cerchio dedicato all’evocazione, può essere realizzato o disegnato con del gesso bianco, sale grosso, candele, farina, pietre, fiori e cristalli.

 

La magia cerimoniale si compone di una serie di azioni:

La consacrazione di un oggetto conferendogli un potere

L’esorcismo per costringere forze maligne ad abbandonare cose o persone

L’invocazione e l’evocazione rivolta ad Entità Spirituali Superiori o Divinità

 

La magia cerimoniale si divide in due correnti:

Goetia: evocando creature “diaboliche” con potere negativo (magia nera)

Theurgia: evocando entità “angeliche” con poteri positivi (magia bianca)

 

In qualsiasi caso l’operatore esoterico deve essere in grado di controllare e indirizzare le energie che evoca verso lo scopo prefissato. Per lo svolgimento dei rituali di magia cerimoniale sono indispensabili una serie di accessori come: cristalli, candele, incensi, oli essenziali, pietre, erbe, polveri ritualistiche, sali rituali, amuleti, simboli, sigilli o pentacoli. In tutte le operazioni magiche cerimoniali è sempre opportuno rivolgersi alle Entità Superiori o Spiriti di Luce con una formula invocativa, vediamo un esempio“O Spiriti di Luce, che dimorate ai quattro angoli del mio altare, posate il vostro sguardo su di me e assistetemi durante il rito, Datemi il potere e la forza di eseguire al meglio questa operazione esoterica, affinchè possa ottenere (esprimere il desiderio o obbiettivo del rituale) salda è la mia fede in Voi, sia compiuta la Vostra volontà, Amen”

 

La differenza fra magia evocativa e magia invocativa

La magia evocativa e invocativa collocano le loro radici nella magia salomonica, è opportuno evidenziare la differenza tra queste due pratiche esoteriche.

La magia invocativa si rivolge agli Spiriti, Angeli e Entità Superiori, attraverso la preghiera, questa pratica è diffusa nella magia bianca.

La magia evocativa obbliga e strappa uno Spirito o Entità Superiore dal piano astrale portandolo sul piano terrestre, pratica diffusa in magia nera.

L’uso della parola nella magia cerimoniale ha molta rilevanza, da qui prendono forma le formule magiche. La tradizione esoterica ha una serie di tesi che riguardano il potere della parola:

  • Ripetere a voce alta una parola svilupperebbe molta più forza che pensarla solamente
  • Le formule magiche in rima risulterebbero più potenti
  • Usare e ripetere le stesse parole invocatorie amplificherebbero la carica energetica del rituale
  • Le parole antiche avrebbero un potere maggiore, su questo i salmi presenti in tante operazioni magiche ne sarebbero una testimonianza
  • Le parole in latino avrebbero una forza maggiore nelle formule invocatorie

 

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